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CanzoniCuriositàDettiPoesie
A chi c’è bella la piazza i a chi manco la Chiesa (G.Schiavi)
Italiano: A chi è bella la piazza e a chi nemmeno la Chiesa; riferito a persone che pur non avendo un comportamento retto sono rispettate da tutti a differenza di coloro che, comportandosi nel migliore dei modi, sono in ogni caso scherniti.
Affianco alla fico ci nasci la ficuccia
Italiano: Accanto alla pianta di fico ne nasce un’altra più piccola
Albro che non mena frutta, accètta accètta
Italiano: L’albero che non porta frutti va tagliato con l’accetta (ascia)
Attacca la crapa alla vigna, chello che fà la madre fà la figlia
Italiano: Lega la capra alla vigna, quello che fa la madre fa la figlia (la capretta)
Bella zitella ca ci si ‘ncappata, spassetella accummo meglio poi (G.Schiavi)
Italiano: Bella zitella che ci sei capitata, spassatela come meglio puoi.
Che sessa bunudetta sa vocca, nun ci rumanesse manco nu dente (G.Schiavi)
Italiano: Che sia benedetta quella bocca, che non possa restarci nemmeno un dente; usato per augurare una lunga vita a qualcuno che sapeva dare tanti consigli (la perdita dei denti sarebbe stata legata dall’età avanzata)
Chello che stà dentro a na mani nu lu fa sapé a chéllatra (G.Schiavi)
Italiano: Quello che hai dentro una mano non lo far sapere all’altra; usato per mettere in evidenza che confidare un segreto è molto rischioso.
Chesse so chiacchiere de cocia filato (G.Schiavi)
Italiano: Stai discutendo sul fatto di cuocere il filato; usato per rimproverare qualcuno che sta perdendosi in chiacchiere
Chi ‘mbuca tanti vicoli, va in cerca di pericoli (G.Giuliani)
Italiano: Chi intraprende tante strade, è alla ricerca di pericoli.
Chi de feno chi de paglia, quandè la sera ao magnato tutti (G.Schiavi)
Italiano: Quando è sera chi di fieno e chi di paglia hanno mangiato tutti
Chi fèra ‘nghiota, i chi cammina ‘nciampca
Italiano: Chi è fabbro inchioda, chi cammina inciampa
Chi fila più de mi, poco l’attorci (G.Schiavi)
Italiano: Chi fila più velocemente di me, gira poche volte su se stessi i fili;usato per indicare coloro che con l’ansia di far prima degli altri, svolgono un lavoro inesatto.
Chi la casa degli atri ci ruplica, la sea ci duventa numica (G.Schiavi)
Italiano: Chi si reca sovente a casa altrui finisce per odiare la propria
Chi magna pulla via, nun zu marita (G.Schiavi)
Italiano: Chi mangia per la strada non si marita; riferito ad una donna che dava un’immagine di persona poco attenta al risparmio ed alla famiglia e che, quindi, difficilmente avrebbe trovato marito.
Chi nun tu conosci, caro t’accatta (G.Schiavi)
Italiano: Chi non ti conosce ti reputa una brava persona
Chi nun tu pò vudè, cu sette camise tu vede i culo (G.Schiavi)
Italiano: Chi non ti può vedere, con sette camicie ti vede il sedere; rivolto alle persone invidiose che sono sempre attente agli affari altrui
Chi poco parla, poca pena pate (G.Giuliani)
Italiano:Chi parla poco, soffre poco.
Chi presta diserta (G.Giuliani)
Italiano:Chi presta una cosa non gli verrà restituita.
Chi pulla brutta la bella lassa, la robba su nu va tutta pagliosa i gli straccio tu rumane pulla casa (G.Schiavi)
Chi per una donna che non ama lascia quella di cui è innamorata perchè attratto dalla ricchezza, deve sapere che le cose che lo avevano attratto svaniscono, ma la brutta donna resta sempre davanti agli occhi
Chi rusgrigna è rusgrignato (G.Schiavi)
Chi si prende gioco delle persone è a sua volta fatto oggetto di riso
Chi va appresso ai passero che vola, perde la via de i alla mola (G.Schiavi)
Italiano: Chi segue l’uccello che vola, si allontana dalla strada che porta al mulino; usato per indicare che andando a spasso si spende del tempo da poter dedicare alle cose utili (mulino)
Chi vò và i chi nu vò manna (G.Giuliani)
Italiano:Chi vuole qualcosa va di persona, chi non la vuole manda gli altri.
Chisso vò bene a dui, a chi ci da i a chi nun ci pète gnente (G.Schiavi)
Italiano: Costui vuole bene a due categorie di persone, a chi gli fa regali e a chi non gli chiede nulla
Ci stao a fà accummo all’asana de tata (G.Schiavi)
Italiano: Gli stanno facendo come l’asino che era di papà; l’asino in questione era stato lasciato come eredità dal padre ai figli i quali se ne servivano costantemente, senza farlo riposare o mangiare, tanto da portarlo alla morte nel giro di poco tempo
Doppo la vitegna ci vè la liva i pulla femmina nun ci manca mai la fatica (G.Schiavi)
Italiano: Dopo la vendemmia è tempo di raccogliere le olive, e per la donna non manca mai la fatica del lavoro
E’ nutile ca tu lavi i ca t’allisci, bella ci su nasci (G.Schiavi)
Italiano: E’ inutile che ti lavi e che ti pettini, bella si nasce non si diventa
Febbraro i sole ogni vallaro (G.Schiavi)
Italiano: A febbraio il sole batte su tutti e due i lati del solco
Febbraro notte i dì apparo (G.Schiavi)
Italiano: A febbraio la notte e il dì durano lo stesso tempo
Hai quanto alla cercia de Catallaccio (G.Schiavi)
Italiano: Hai la stessa età della quercia di “Catallaccio”; usato come termine di paragone tra le persone longeve ed una quercia secolare il cui proprietario era chiamato Catallaccio
I letto fa gli ome poretto (G.Schiavi)
Italiano: Il letto fa l’uomo poveretto; riferito a persone che trascorrono gran parte del loro tempo ad oziare nel letto
I pète chè abituato a torcia, torci sempre (G.Schiavi)
Italiano: Il piede che è abituato a fare delle storte purtroppo è destinato a ripetersi nell’inconveniente; riferito a persone che sono solite avere un comportamento scorretto
I tempo rumisso de notte dura accummo allu pera cotte (G.Schiavi)
Italiano: Il tempo ristabilito di notte dura come le pere cotte
L’oncia da sponda a la decina (G.Schiavi)
Italiano: Un’oncia aiuta alla formazione di una decima
La fa stà tra n’arca i nu muro (G.Schiavi)
Italiano: La fa stare tra “un’arca” e un muro; usato per descrivere una persona lasciata poco libera di fare le propria scelte, in poco spazio, come sé fosse posta tra un’arca (grande dispensa per alimenti) ed il muro sul quale in genere era appoggiata
La grandine nun porta carestia ma alla vigna mea nun c’iala vularia (G.Schiavi)
Italiano: La grandine non porta carestia, ma io vorrei che non cadesse sul mio vigneto
La porti accummo agli vento all’ara (G.Schiavi)
Italiano: La porti come il vento sull’aia; usato per descrivere colui che correva portando con se qualcosa, così come il vento sull’aia da l’impressione di soffiare molto velocemente.
Lu chiacchiere rumanuno alla stoppia i lu grano a casuma (G.Schiavi)
Italiano: Le chiacchiere restano con la stoppia e il grano a casa mia; durante la mietitura del grano il lavoro era accompagnato da molti pettegolezzi ma, al calar del sole, si doveva badare a lasciarli nel campo e riportare a casa solo il grano
Lu ciuruella tu fao accummo allu frasche d’albuccio (G.Schiavi)
Italiano: Il cervello ti ondeggia come le foglie del pioppo; riferito a persone che facilmente riesono a cambiare idee
Lu male entra a libbre i esci a onci a onci (G.Schiavi)
Italiano: I guai arrivano tutti insieme ma per liberarsene ci vuole molto tempo
Mu voi fa creda ca Cristo s’ammorto de friddo (G.Schiavi)
Italiano: Mi vuoi far credere che Gesù Cristo è morto di freddo; risposta rivolta a persona che vuole imbrogliarci
Na magnata polenta i na bevuta all’acqua, la polenta scappa (G.Schiavi)
Italiano: Dopo aver mangiato polenta e bevuto acqua, il peso della polenta sullo stomaco non si fa sentire più
Na tei ne m’braccio ne n’zino (G.Schiavi)
Italiano: Non la tieni né fra le braccia né sulle ginocchia
Nebbia a Marauni, l’acqua vè a cunguni
Italiano: Quando Maraoni è coperto da nebbia, piove a dirotto.
Non so pu gli asini i confetti, i manco lu mela rosa pu gli porci (G.Schiavi)
Italiano: Non sono per gli asini i confetti, e nemmeno le mele rosa per i maiali; riferito a persona poco adatta a certe cose perché troppo rozza
Nun tu voglio manco pu puducchio alla camisa (G.Schiavi)
Italiano: Non ti voglio nemmeno come un pidocchio sulla camicia
Pecara che pozzi avè na visciola, la notte pozza i sirino e gli giorno pozza piova (G.Schiavi)
Italiano: Pecora, che ti potesse venire una malattia ai polmoni e che la notte ci potesse essere il bel tempo e di giorno la pioggia
Quando senti i maglio mitti gl’aglio (G.Schiavi)
Italiano: Quando senti il rumore del maglio pianta l’aglio; il maglio era un particolare bastone usato per battere i rami delle querce per far cadere le ghiande, il cibo preferito dal maiale. A novembre, mese della battitura delle querce, era anche il momento di piantare gli agli.
Quando tu dao i porceglio, curi curi cugli funiceglio (G.Schiavi)
Italiano: Quando ti danno il maiale corri corri con la corda a prenderlo; le buone opportunità non bisogna farsele sfuggire
Quando uno tu vè a truvà, ca cosa vularà. Quando i piacere ci gli si fatto, su nu va tutto soddisfatto. Quando ci gli vai a rupetì, accummo si isso gli fosse fatto a ti (G.Schiavi)
Italiano: Quando una persona ti viene a trovare, sicuramente è alla ricerca di qualche favore. Quando il piacere glielo hai fatto, se né andrà soddisfatto. Quando tu andrai a richiedergli il favore, sembra come se quella persona lo avesse fatto a te.
Raggiuni accummo a nu libro stracciato (G.Schiavi)
Italiano: Ragioni come un libro strappato
S. Luia nu passo caglina, Natale nu passo de cane, Capodanno nu passo cavaglio (G.Schiavi)
Italiano: A S. Lucia un passo di gallina, a Natale un passo di cane, a Capodanno un passo di cavallo; detto usato per indicare l’aumentare della durata delle ore di luce rispetto alle ore notturne nel periodo invernale
Si accummo alla via de merco (G.Schiavi)
Italiano: Sei come la strada di “Merco”: usato per descrivere una persona poco lineare in quanto la via de Merco è una strada piena di curve
Si febbraro nun furna, marzo malepenza (G.Schiavi)
Italiano: Se a febbraio non fa freddo, marzo pensa male
Si tu voi fa nu bono amico, carne de bufalo i lena de fico (G.Schiavi)
Italiano: Se vuoi diventare buon amico di qualcuno, carne di bufalo e legno di fico; questo perché se vuoi accattivarti la stima e l’amicizia di una persona devi offrirgli il meglio e, visto che il legno di fico emana poco calore quindi la carne di bufalo non si cuoce facilmente, si ha tutto il tempo per parlare e conoscersi meglio
Si, cà vaio a pagà n’asuno pu cavaglio! (G.Schiavi)
Italiano: Ci mancherebbe che acquistassi un asino al prezzo di un cavallo!
So lu fratti i teo lu recchi (G.Schiavi)
Italiano: Sono siepi eppure hanno le orecchie; usato quando si raccomandava di dire sotto voce qualcosa che non si voleva che altri sentissero
Stai sempre a na sena (G.Schiavi)
Italiano: Sei sempre di pessimo umore
Teta fà i cunti cugli zippo (G.Schiavi)
Italiano: Devi fare i conti con un rametto secco; riferito a conti di poca cosa
Tette quanto tei, ca quanto nun tei su tè da sulo (G.Schiavi)
Italiano: Mantieni ciò che hai perché ciò che non hai si mantiene da solo
Tu faccio camminà storta accummo alla cana Vicario (G.Schiavi)
Italiano: Ti faccio camminare storta come la cagna di “Vicario”; la cagna di “Vicario” era solita bere l’olio dei lumi e quindi veniva spesso bastonata tanto da avere un’andatura zoppicante
Tu fai a magnà la sera i magni, si maritato ruvé cugli capo bono rumagni sinnò già si magnato (G.Schiavi)
Italiano: Prepari da mangiare la sera e mangi, se tuo marito torna di buon umore mangi nuovamente, altrimenti gli dici che hai già mangiato
Tu stai a mpiccià accummo ai pucino alla stoppia (G.Schiavi)
Italiano: Ti stai intrigando come un pulcino nella stoppia; usato per persone impiccione, fa riferimento ad un pulcino che trova difficoltà nel camminare in un campo dopo la mietitura
Vicinato meo, sperchio meo (G.Schiavi)
Italiano: Vicinato mio, specchio mio
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