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Luoghi di interesse
CHIESA COLLEGIATA DI SANTA MARIA

Ubicata in Piazza Ernesto Biondi ha origini risalenti all'anno 1264. Dopo continui rifacimenti ed ingrandimenti ha raggiunto l'attuale forma nell'anno 1620.

Chiesa Collegiata di Santa Maria

La pianta della chiesa è a navata unica con sei cappelle laterali, tre a destra e tre a sinistra, e abside rettangolare; ai lati di questo due ambienti di servizio della chiesa ed, ai lati dell'ingresso, i due ambienti delle torri campanarie. Il presbiterio, disposto su un piano diverso rispetto alla navata per la presenza di due gradini, ha un ampio coro ligneo e contiene la gran pala raffigurante l'Assunta, dipinta nel 1750 da Sebastiano Conca. L'altare maggiore è in marmi pregiati provenienti dagli scavi di Villa Adriana a Tivoli; la pavimentazione, in marmo a riquadri neri e bianchi, presenta sull'asse longitudinale una fascia bianca e grigia. La prima cappella a sinistra, dei Renzoni, fu eretta nel 1640 da Giovanni Mattei e dedicata a S. Lucia.

La seconda cappella a sinistra fu realizzata da Ferdinando Carbone nel 1625 e dedicata ai SS. Giacinto e Orsola. La terza cappella a sinistra, realizzata da Marco Carbone nel 1646, fu dedicata a San Giuseppe ed oggi alla Madonna della Pace alla quale i cittadini morolani furono e sono tanto devoti. La prima cappella di destra oggi dedicata a Sant'Angelo, il Santo patrono di Morolo, un tempo era dedicato alla SS. Trinità. La seconda cappella di destra fu eretta nel 1618 e dedicata alla Madonna del Carmine.

La terza cappella di destra è dedicata alla Beata Vergine ed è detta del SS. Sacramento. Esternamente la chiesa, in posizione dominante la piazza, è eretta una statua di San Francesco assorto in preghiera. Il bozzetto di quest'opera, concepito e realizzato dall'artista morolano Ernesto Biondi, risale al 1890; solo nel 1971 il fratello Costantino lo donò alla chiesa dando così la possibilità di ricavarne la statua attualmente visibile.

All'ingresso della monumentale scalinata il cancello di bronzo, di cm. 215x160, realizzato nel 1973 dallo scultore ciociaro Tommaso Gismondi. Altra opera del Gismondi è il portale della chiesa: si tratta di un bassorilievo di bronzo realizzato nel 1972 di cm. 232x420.

CHIESA DI SAN PIETRO
Chiesa di San Pietro

Una chiesa dedicata al Principe degli Apostoli era anticamente sorta in campagna in Contrada Casali (anno 1094); a questa doveva far capo una parte della popolazione che abitava nelle zone pianeggianti.

A causa di una distruzione e di un accentramento in paese della popolazione rurale nel secolo XI, fu eretta nell'attuale posizione una chiesa in onore di San Pietro.

Nel Settecento, vista l'espansione demografica della popolazione, fu ingrandita e nell'ottocento dotata di campanile.

CHIESA DI SAN ROCCO
Chiesa di San Rocco

Anticamente situata fuori del centro abitato, in località Selva di Varico ora chiamata Le mura di S. Sebastiano, dal 1576 fu ricostruita nell'attuale sede in Via G. Marconi appena fuori il centro abitato. Crollata nel 1862, fu riaperta al culto nel 1889 dopo lavori di ristrutturazione e, l'anno seguente, dotata di una piccola campana.

Di pianta ottagonale iscritta in un quadrato, rispecchia pienamente l'architettura cinquecentesca. Adesso la chiesa è chiusa al culto ma, grazie all'intervento del Ministero dei Beni Culturali e dell'Amministrazione Comunale è stato completato il recupero esterno.

Una volta sconsacrata, si passerà al recupero interno finalizzato ad un impiego con scopi storico-culturali e/o naturalistici-ambientali.

CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE
Chiesa della Madonna delle Grazie

Nota con il nome di Madonna del Piano o Madonna Abballe, la chiesa è situata in posizione pianeggiante all'ingresso del paese ed a ridosso del cimitero.

La sua fondazione risale al 1682, quando i morolani dell'epoca la edificarono in luogo di un'antica edicola con una venerata immagine della Madonna delle Grazie.

Nel 1913 fu costruito il campanile; nel 1975 fu collocata la porta bronzea d'ingresso opera dello scultore Tommaso Gismondi.

CHIESA BEATA VERGINE DELLA MERCEDE
Chiesa Beata Vergine della Mercede

Situata in prossimità del castello deve il suo nome ai frati dell'ordine della Mercede che vi officiavano, anche se il suo titolo iniziale era Chiesa della Beata Vergine della Mercede per la redenzione degli schiavi, abbreviato poi in Madonna del Riscatto.

Fu edificata nel 1765 grazie al contributo di un sacerdote morolano, don Giulio Fiaschetti, il quale la dotò di fondi agricoli. Nel 1768 vi fu annesso un convento di frati che vi rimasero per circa quarant'anni fino alla cacciata delle truppe napoleoniche. Nel 1819 il complesso fu acquistato da privati, ma nonostante le cure della Confraternita della Morte cadde in un progressivo degrado.

Sconsacrata negli anni Venti fu venduta ad un privato nel 1974 ed attualmente, conservata in condizioni precarie, è adibita a magazzino.

CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO

La chiesa intitolata al Santo Patrono di Morolo è situata nei pressi di una grotta nell'omonima valle. Edificata nel 1094 in ricordo dell'apparizione di San Michele Arcangelo sul Monte Gargano in Puglia, nel corso dei secoli è crollata più volte a causa del distacco di pietre dalla parete a picco della montagna sovrastante.

Chiesa di San Michele Arcangelo

Oggi sono visibili le mura perimetrali ed, all'interno della grotta, due invasi ( mortali ) utilizzati per raccogliere l'acqua di scolo.

Secondo alcune credenze popolari dopo aver compiuto tre giri intorno all'altare tale acqua, bevuta ed attinta per lavare le mammelle, avrebbe donato più latte alle puerpere tanto che, fino agli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, la grotta era meta di pellegrinaggio di donne morolane e dei paesi limitrofi.

Ogni anno l'8 maggio, in occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono, unitamente alla processione per le vie del paese della statua del Santo, si perpetua il pellegrinaggio alla grotta partendo dalla piazza principale del paese, al quale fa seguito la benedizione del parroco a tutti i presenti.

Per chi vuole godere della tranquillità del luogo, la chiesa è raggiungibile tramite due percorsi di eguale tempo di percorrenza: uno dal centro storico del paese, l'altro risalendo la valle dalla strada provinciale d'accesso a Morolo. Lungo il primo sentiero, appena fuori il centro abitato, è possibile trovare un primo fontanile vicino il Pozzo Pauluccio dove dissetarsi, fare scorta di acqua e godere del magnifico panorama.

CHIESA DI SANTA CROCE
Chiesa di Santa Croce

A detta degli storici morolani la chiesa, risalente al secolo XII, è la più antica del paese frutto di un possibile rifacimento di un primitivo tempio oppure è il risultato della devozione alla Croce diffusasi dopo le Crociate.

Andata in decadenza negli anni tanto da essere stata definita nel Settecento ovile di serpi da mons. Rubini, dopo la sua sconsacrazione fu impiegata dal 1871 al 1877 come cimitero.

Oggi la chiesa appartiene ad un privato che la utilizza come recinto per custodire degli animali.

IL CASTELLO

Il Castello si trova immerso nel verde nel punto più alto del centro storico dove si può godere di un panorama incantevole: alla vista della pianura lussureggiante coronata dai monti Ernici, si affiancano un'aria fina ed una serena tranquillità.

La terra Murata Il castello Colonna

Edificato all'epoca della dominazione longobarda, passò a Mabilia Colonna intorno all'anno 1100. Attualmente è conservato allo stato di rudere ma, nonostante l'invasione di edera, si possono distinguere due edifici tra loro comunicanti posti su due livelli: il superiore con forma torreggiante era destinato a scopi difensivi mentre, l'inferiore, di forma rettangolare era destinato a residenza.

Il Palatium Il Mastio

Circondato da mura e torri circolari e quadrate, presenta 2 porte d'accesso Porta Castello e Porta Colonna.

Altri 2 ingressi sul lato sud mettevano in comunicazione gli abitanti del tempo con la Chiesa di Santa Croce e con la campagna prospiciente il Castello.

IL FAITO

A circa tre ore di cammino dal centro storico, dopo aver percorso un sentiero tracciato che parte dal Castello dei Colonna, sulla sommità dei Monti Lepini troviamo il Faito (Faggeto) ovvero un ampia zona pianeggiante un tempo abitata da pastori e oggi meta di numerose escursioni.

Il Faito

Equipaggiati di una robusta calzatura, giacca a vento vista l'altitudine, ed una buona scorta di viveri perché ben si sa che l'aria di montagna mette appetito, percorriamo l'itinerario che si articola su per la montagna dove il primo punto di sosta è il Pozzo Palluccio dove si trova una fontanella per prelevare dell'ottima acqua.

Attraverso Valle Civita, Fontana Malizia , Vuronciglio, Zumbitti, Spartitura de Vie, Croce dei Preti, Cerciotta, e la Boccaglia si arriva finalmente al Lontro.

 

Qui ad aspettarci ci sono pascoli immensi, pozzi d'acqua, animali allo stato brado, fragolette profumate, cardi, piante di larici faggi e carpini e, sparse qua e là, capanne per i pastori nelle quali possiamo trovare ricovero e il pentolame essenziale per preparare un rinvigorente pasto. All'occorrenza si può riposare su un modesto letto ma, vista la tranquillità del luogo e la finezza dell'aria, distendersi e riposare sotto un grande albero sarà molto più suggestivo. Tutto ciò farà maturare il desiderio di tornare più e più volte in questo angolo di paradiso!!!

La morfologia presenta frequenti fenomeni carsici riscontrabili in superficie con doline, ampie depressioni valloidi, grotte, voragini, inghiottitoi ed un'assenza di rete idrografica superficiale mentre, in profondità, è presente un'estesa falda alimentata dalle acque meteoriche. Si distinguono inoltre due vette possenti: Monte Alto (1416 mt) e Monte Pisciarello (1423 mt).

LA TORRE
La Torre

Questo resto di torre medioevale si trova alle spalle della chiesa Madonna delle Grazie, nella contrada che né prende il nome, sulla strada pedemontana per Sgurgola.

Risale alla fine del sec. XIII ed attualmente la struttura è in pessime condizioni di conservazione. Il suo compito era di tenere sotto controllo l'antico ponte che garantiva il passaggio sul fiume Sacco.

I MURALES

Nel 1984 in piazza Ernesto Biondi, su commissione della Pro Loco, sono stati realizzati 2 grandi murales di circa 250 mq. ciascuno. Il primo a sinistra è opera di Mario Rosati ed è un omaggio all'illustre concittadino morolano Ernesto Biondi più volte raffigurato. L'altro, di fronte, è opera di Fausto Mancini ed affronta una piaga che ha colpito Morolo nel passato: l'emigrazione.

I murales I murales
I murales

Il terzo grande mural di 180 mq. è stato realizzato nel 1986 da Mario Rosati ed è dedicato alla Donna ciociara; quest'opera, dipinta sulla facciata di una casa, si trova appena fuori il centro storico sulla strada provinciale di accesso.

OGGETTI D'ARTE

Sparse qua e là tra i vicoli del centro storico, possiamo ammirare delle opere d'arte realizzate nel 1994 durante la X edizione dell' "Incontro Giovani Artisti" intitolato Lo spazio evocato. Nelle passate edizioni sono stati coinvolti paesi del Basso Lazio come Alatri, S. Giovanni Incarico, Vico nel Lazio e Sora; in questa edizione è nato una sorta di gemellaggio con Besalù, cittadina catalana a circa 100 KM da Barcellona.

Le opere, realizzate da artisti catalani ed italiani, sono state destinate all'esposizione permanente al fine di stabilire un contatto diretto tra eventi d'arte contemporanea ed un pubblico non avvezzo ai cosiddetti circuiti dell'arte, il tutto al di fuori dei canonici spazi espositivi. Finalità pienamente riuscita tanto che le opere si sono integrate nel tessuto urbano diventando oggetti familiari facenti parte del patrimonio artistico morolano.

Riportiamo gli artisti che hanno partecipato alla kermesse e la località nella quale hanno lasciato la loro opera:
Ester Baulida - Piazza Chiesa dei Frati
Pep Camps - Via Roma
Carlo De Meo - Via Porta Castello
Mario Fiaschetti - Via Guglielmo Marconi
Narcis Gironell - Via Portella
Giuliano Giuliani - Piazza Ernesto Biondi
Vincenzo Ludovici - Vicolo Capitani
Anna Manella - Via Marcantonio Ridolfi
Franco Marrocco - Torre campanaria Castello Colonna
Maria Pennacchia - Piazza S. Antonio
Claudio Pieroni - Via Domenico Patrizi
Carlo Pizzichini - Chiesa dei Frati
Santiago Planella - Sorgente " La Trolla "
Fausto Roma - Aula consiliare Comune di Morolo
Domenico Rossi - Torre Via dei Gelsi
Lucia Zecchin - Porticato di Via Porta Castello

Di seguito mostriamo la foto di alcune opere lasciate a Morolo dagli artisti; questo per invitarvi ad osservarle dal vivo per poterne percepire in alcune l'originalità ed in altre il carattere inquietante.

Santiago Planella - Sorgente 'La Trolla'

Santiago Planella - Sorgente 'La Trolla'
L'opera è posta al di fuori del centro storico nei pressi della fontana della Trolla, antico lavatoio ancora in uso dalle donne di Morolo. L'artista, dopo aver recuperato il terreno adiacente dal degrado in cui versava, ha scavato un canale nella terra rivestendolo di mattoni in cotto e convogliandovi l'acqua sorgiva. Il sentiero di questo canale forma la parola SENTI in modo da far parlare la natura con i suoi propri elementi e risorse, però utilizzando il nostro linguaggio.

Claudio Pieroni - Via Domenico Patrizi

Claudio Pieroni - Via Domenico Patrizi
Aiuola rettangolare in laterizi e copertura con gabbia di ferro: tutto ciò dà fascino e singolarità a quest'opera rimasta integra grazie all'inaccessibilità voluta dall'autore il quale ha messo a contrasto il minimalismo della serra metallica e la vita della natura, simboleggiata dai fiori e dalle piante in gabbia.

Pep Camps - Via Roma

Pep Camps - Via Roma
Prima di arrivare nella piazza principale del centro storico, P.za Ernesto Biondi, ci sorprenderà ed allo steso tempo rallegrerà un trapezio in acciaio sospeso tra due palazzi. Quest' opera, posta al di fuori del suo contesto ordinario, secondo l'artista dialoga con lo spazio, l'aria e lo spazio entrano ed escono dal pezzo..il pieno ed il vuoto, in questo caso il vuoto dà al pieno tutto il suo significato.

Carlo De Meo - Via Porta Castello

Carlo De Meo - Via Porta Castello
Opera in alluminio simile ad un enorme orologio solare, è alta circa 9 metri e posta sulla facciata di una casa situata in uno degli scorci più suggestivi del centro abitato: i supporto.

Mario Fiaschetti - Via Guglielmo Marconi

Mario Fiaschetti - Via Guglielmo Marconi
L'artista morolano ha realizzato la sua opera, un mural di circa 20 mq., sulla facciata di una casa adiacente la piazzetta della chiesa di S. Rocco e Sebastiano sulla via d'accesso principale del paese, appena fuori il centro abitato. L'opera, realizzata usando pittura murale a secco con l'uso di colori acrilici, è stata così realizzata dall'artista per creare una fusione di sentimenti come amicizia, amore e solidarietà che si mescolano l'un l'altro.

Giuliano Giuliani - Piazza Ernesto Biondi

Giuliano Giuliani - Piazza Ernesto Biondi
La scultura, situata nei pressi del Monumento ai Caduti della I guerra mondiale in Piazza Ernesto Biondi, è costituita di un blocco di travertino svuotato internamente le cui pareti esterne sono alquanto fratturate, per richiamare alla mente una forma simile a quella di una chiesa sventrata. A significare che la vita continua, all'interno del cubo zampilla un filo d'acqua.

Vincenzo Ludovici - Vicolo Capitani

Vincenzo Ludovici - Vicolo Capitani
Questa scultura alta circa 3 mt. in ferro verniciato, è stata posta in un suggestivo vicoletto del quartiere San Pietro in un area attrezzata con giochi per bambini tanto che, ad osservarlo, sembrerebbe anch'esso un grande gioco per bimbi.

Franco Marrocco - Torre campanaria Castello Colonna

Franco Marrocco - Torre campanaria Castello Colonna
Questo Contenitore del gran segreto è stato installato all'interno di una piccola torre del Castello dei Colonna; il visitatore può solo vedere la base di quest'opera mentre, con un po' di immaginazione, riuscirà ad ipotizzarne il resto. Il gran segreto sarà svelato solo agli uccelli che vi faranno sosta .

Domenico Rossi - Torre Via dei Gelsi

Domenico Rossi - Torre Via dei Gelsi
L'opera è visibile dalla centrale Piazza Ernesto Biondi alzando lo sguardo verso la montagna sovrastante. Sulla parete di una torre parzialmente diroccata, si poteva notare un cubo di vetro con all'interno una piramide in cera. Con il passare degli anni la cera si è sciolta ed è emersa una sfera in ferro.

Fausto Roma - Aula consiliare Comune di Morolo

Fausto Roma - Aula consiliare Comune di Morolo
4 pannelli raffiguranti episodi storici legati ad Ecetra (città volsca della quale Morolo potrebbe essere stata la sede originale), sono stati collocati presso la Sala Consiliare del Municipio. Nel primo pannello, al di sopra della scritta ECETRA, compaiono elmi e lance di legionari romani che distrussero l'originaria città; il secondo pannello, raffigurante merli a coda di rondine, evoca il castello medievale dei Colonna; il terzo pannello richiama la distruzione del paese avvenuta il 16 luglio 1216 per mano di Giovanni de Ceccano; il quarto pannello è dedicato all'artista morolano Ernesto Biondi.

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